Pievebovigliana

Pievebovigliana

Pievebovigliana
Valfornace (Pievebovigliana)
Pievebovigliana ricopre un’area geografica di media montagna, posta a sud di Camerino e solcata dalla valle formata dallo scorrimento del torrente Fornace, affluente del Chienti. L’area era sotto il diretto dominio dei conti Baschi di Alviano che possedevano anche Montecavallo e Pieve Torina.  L’antichità dell’insediamento umano è attestata  da numerosi reperti preromani e romani rinvenuti presso il colle dove sorge la chiesa plebale di S. Maria Assunta. La pieve intitolata a Santa Maria si erge nella parte più antica ed elevata dell’abitato. La pieve si fa risalire ad un periodo compreso tra l’XI e il XII sec.: questa datazione è attestata dal ritrovamento nel 1829 di una piccola lapide che riporta come data di consacrazione l’anno 1162(1)

 

La cripta, ha cinque navatelle, tre abisidiole, quattro ordini di colonne con capitelli vari. Tra le colonne, quella incastonata nel pilone di sinistra e quella della seconda fila, sono certamente romane, perchè di piperino con tracce di quarzo a riflessi d’argento, materiale esclusivo del Lazio. I numerosi reperti archeologici(colonne, capitelli, lapidi) rendono consistente l’ipotesi della preesistenza di un tempio pagano e di monumenti funebri romani. I tempi della costruzione possono collocarsi subito dopo il mille. A sinistra dell’abside centrale, un affresco rappresenta Santa Lucia attribuita a Arcangelo di Cola (?) (2)

(1) POLONI Annalisa Architettura religiosa medievale, chiese e monasteri nell’alto Maceratese, Pieve Torina (1995)

(2) BITTARELLI Angelo Antonio, Pievebovigliana e il suo museo, l’Aquila (1972)