COMUNE SERRAVALLE DI CHIENTI

Il territorio del comune di Serravalle è stato teatro di vicende umane fin dal Paleolitico. Presso la sede comunale di Serravalle di Chienti è possibile visitare infatti il laboratorio di restauro – Museo Paleo-Archeologico, gestito dal Comune, dall’Associazione Pro Loco e dai ricercatori dell’Università di Camerino, dipartimento di Scienze della Terra. Il Museo espone parte dei ritrovamenti fossiliferi risalenti al Pleistocene Inferiore e Medio provenienti dagli scavi effettuati nelle frazioni di Colle Curti e Cesi.

Oggi conservate al Museo Archeologico di Perugia, furono trovate sul tracciato viario di vitale importanza, noto come via della Spina, usato fino in età moderna come via di transumanza. Le asce sono a margini rialzati, databili all’età del bronzo iniziale (XIX – XVII secolo a.C.) e appartenenti ad una facies culturale propria dell’Italia Centrale tirrenica con espansione verso l’Umbria. Dalla sommità di M. Prefoglio, presso la frazione Taverne, provengono anche dei frammenti ceramici datati all’età del bronzo finale, dove probabilmente deve identificarsi un luogo di culto.

Mancano attualmente attestazioni dirette dell’altopiano Plestino dell’età del bronzo recente, anche se i complessi rinvenuti in aree limitrofe, strettamente collegati con l’area Plestina, (gli insediamenti dell’età del bronzo medio e recente di Pieve Torina e Piani di Sorifa, M. Primo di Pioraco) fanno ritenere che tale assenza sia probabilmente casuale.

Le ricerche archeologiche topografiche, condotte su tutto il bacino Plestino, hanno comunque permesso di ricostruire l’aspetto del territorio antico a partire dagli inizi dell’età del ferro (fine X-inizi IX secolo a.C.), quando è attestata una presenza umana stabile e continua. Questa è rilevabile da resti di villaggi e di capanne identificati ed in parte esplorati, dislocati lungo la sponda sud-occidentale del (prosciugato) Lago Plestino secondo un modello insediativo già riconosciuto in altre località dell’Italia Centrale come la Conca del Velino.

I siti individuati al momento sono tre: il primo intorno alla località La Capannaccia (dove in età arcaica si svilupperà il santuario della dea Cupra), che ha restituito frammenti di ceramica di impasto databili dal IX al VII secolo a.C.; il secondo presso l’area della città romana di Plestia è stato oggetto di ricerche condotte da D. Lollini (1967) e da L. Bonomi Ponzi (1986-89), che hanno permesso l’individuazione di resti fondi capanna a pianta subcircolare con intelaiatura di pali e focolare, che furono abbandonate già all’inizio del VI secolo a.C., questo insediamento e quello precedente sono delimitati da un fosso che scorre verso est; il terzo sito nei pressi della Fonte Formaccia, vicino Taverne che ha restituito prevalentemente olle a fondo piano, orlo svasato e labbro ingrossato. ULTERIORI INFORMAZIONI