BOLOGNOLA

 (BONONIE)

VILLA BOLONIE (bolla di Celestino III 29 maggio 1192)CASTRI BONONIE (ATTO DI VASSALLAGGIO DEGLI UOMINI DI Bolognola a G. di Falerone prima metà del sec. XIIICASTRUM BONONIE (atto di vendita dei beni e diritti del feudatario di Bolognola Gugliemo di Bartolo a Giacomuccio di S. Maroto anno 1280) Villa BONONIE (compromesso di arbitrato per una rettifica confinaria fra l’Università di Bolognola e l’Abbazia di Piobbico anno 1280) Castro BONONIE e CASTRI BOLOGNOLE (regolamento degli usi civici a Bolognola 30 ottobre 1353) Castro BONONIE e Castro Bolognole (convenzione di arbitrato fra i massari e la comunità di Bolognola  28 aprile 1365)Villa BONONIE si ha documentazione scritta a partire dal XIIù

BONONIA forse sviluppatasi da un primo insediamento gallico la tibù dei BOI o dalla dea Bona

STEMMA con un leoncello che dalla leonessa madre riceve un labaro rosso con incisa la parola Libertas

FRAZIONI
Villa Malvezzi
Villa Pepoli
Villa Bentivoglio.

Celestino III (pontefice dal 1191 al 1198) nel 1192 emana la bolla Quotis a Nobis e riconosce a Pietro Abate di S. Salvatore di Rio Sacro, il possesso di tre mansosin villa Bolonie, nonché della cappella di S. Pietro de Castello Mainardi con le pertinenze relative. Nel documento si cita le pertinenze e tra le tante c’è un Pietralata e Fano Montanaro.

CULTO patroni S. Macario eremita  e San Fortunato (festa il 1 giugno) da Montefalco, San Macario fu originario di Alessandria IV secolo.

CHIESE

Chiesa matrice S. Angelo

Chiesa S. Maria a pié del Sasso (Villa da Piedi)di piccole dimensioni ed a una sola navata fu fatta erigere dai Bentivoglio

San Nicolò (sec. XV)

Maria delle Grazie (villa da Capo) la chiesa attuale sostituì una chiesa molto più antica denominata LA MADONNA S. Macario Eremita S. Maria Egiziaca

Caterina d’Alessandria ubicata all’inizio della mulattiera che sale al Pianile all’estremo nord ovest crollò a causa della valanga del 1930. In archivio se ne conservano le tracce in un cartaceo del 1841 Il Ms le cui notizie muovono dal 1522 è attribuito a don Bernardo Maurizi. Vi erano gli altari della Madonna della Cerqua assai venerata dal popolo di Bolognola e di San Francesco da Paola

Maria Maddalena 22 luglio festa (Messa per allontanare grandine e tempeste) vi si recava il parroco del paese

Cappella di San Pietro

Chiesa di S. Giovanni di Buggero

PALAZZO MAURIZI Sala delle sfingi, a sinistra della quale si aprono la sala delle creazioni ove ha sede l’archivio e Sala delle Meduse con l’Ufficio tecnico. A destra si susseguono la Sala di Giove ufficio dell’impiegato; la sala di Abramo ganinetto del segretario, ; la sala di Diana o sala Azzurra ufficio del Sindaco e infine la sala consiliare o salone dei Centauri. La decorazione a tempera eseguita nel 1824 da Luigi Spazza di Camerino

LA LANA

le pezze andavano a rassodarsi alla valga pubblica una specie di torchio che serviva a dare consistenza e omogeneità alla stoffa era ubicata nei pressi del mulino a Villa da Piedi. Molto industriosi (P. Carassai Strenna Marchigiana per l’anno 1868 Foligno 1866 pag.128) erano un tempo gli abitanti di Bolognola, ed avevano buone manifatture di drappi lana, che oggi sono cessate, ma vi si conserva la fabbricazione degli scarlattini che sono di grandissimo pregio, e formano la concorrenza di quelli d’Inghilterra e d’Olanda. A sottolineare la segretezza dei sistemi di tintoria è ancora viva la leggenda di quell’artigianato bolognese che, andando a prendere Pasqua al convento di S. Liberato ottenne da un fraticello la ricetta di una speciale miscela di erbe polveri e radici. Al ritorno chiusosi in cantina tutto solo, senza neppure la presenza dei familiari, aveva tinto le sue stoffe che arrivarono fino alla corte di Carlo V. Gli statuti che spesso citano la valga come proprietà comunale d’uso pubblico, e la tassa a carico di chi fa panni lana, ivi si costituì una corporazione della lana nel 1590. Il consiglio del 22 novembre 1770, preso atto che la valga è ormai inservibile e tutta infradiciata, delibera di rifarvi la pila nuova. L’intero scandinato del Palazzo Primavera era adibito a lanificio e mostra ancora torchi giganteschi grossi pettini e enormi caldaie.

MEDICI Nel libro dei morti della parrocchia di san Nicolò all’anno 1800, troviamo un bellissimo elogio del dott. Francesco Galvani di Macerata, morto suicida il 9 febbraio 1800. Interessante è il quadro della sanità pubblica tracciato dal dott. Marino Marini sul finire del secolo scorso: Sono quasi comuni individui ottoagenari d’ambo i sessi. Causa la purezza dell’aere e la vita attiva scarse risultano le malattie dominanti. Le influenze contagiose non attecchiscono, e pochi morbi reclamano la medica guarigione. In undici mesi dacché mi trovo nell’esercizio della mia professione non ebbi che qualche caso di angina tonsillare, di febbri gastriche nei bambini, di erisipola flemmonosa, uno di miliaria, uno gravissimo di ileo-tifo e parecchi di pleuro-pneumonite.

STATUTI DEL COMUNE DI BOLOGNOLA ANNO 1613

Senatie e bandite di Selva Piana e Valle della Coda iniziano dalle Selve grosse volta per il Collicillu su sino alla Via Treggiareccia viv via poi uscendo alla semita che va alla Fonte degli Uncinelli ed uscendo a Colle Cirisiolo et alla strada che va alla Mandola.

Le bandite della Montagna di Contra incominciano alla Fonte dell’Efra pigliando la strada Treggiareccia seguitando per essa fino alla Serra et in piedi alla costa del Sasso Bon Homo pigliando la semita che esce sopra la cava et riuscendo allo Collicillo. Che dette senaite se intenda bandite e che non ci possa pascular bestie minutili di nessuna sorte da Kalende aprili sino a Kalende 8bre (15 aprile 15 ottobre).

TRANSUMANZA La scelta di Bolognola era motivata dal fatto che era un luogo obbligato per la transumanza nell’Agro Romano e per l’abbondanza di acqua. Le masserie suddivise in branchi, imboccavano il sentiero che s’incunea nella Gola del Fargno e giunte in cima prima di dilagare nel vissano pagavano i diritti di pedaggio e di pascolo. La zona è ancora oggi indicata dal toponimo “Le Dogane

PITTORI

1419  Giovanni Angelo di Antonio 

 

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