GLAM è un acronimo che indica comunemente le istituzioni culturali che usino il digitale per offrire: «innovativi servizi basati sul principio del libero accesso; nuovi prodotti mediante il riutilizzo creativo dell’esistente; evoluti processi di cooperazione tra attori esterni, incoraggiati a sviluppare servizi basati sul patrimonio condiviso di conoscenza»

GRATUITA’  E CONDIVISIONE DEI CONTENUTI CULTURALI

In questi ultimi anni molto si è parlato degli sviluppi e delle innovazioni digitali riguardanti i documenti cartacei. In tutto il mondo e in Europa in particolare si assiste alla realizzazione e allo sviluppo costante di progetti di digitalizzazione che interessano fondi di intere biblioteche nazionali o internazionali, ma anche ambienti locali e legati alle pubbliche amministrazioni.
Tali iniziative, oltre all’indubbio vantaggio economico che possono offrire, garantendo un risparmio sensibile sia grazie alla diminuzione della carta sia per la diffusione del nuovo materiale tramite la rete a bassissimo costo, hanno anche il merito di inserirsi all’interno delle politiche ecologiche che appaiono sempre più importanti e necessarie.
La presentazione del Centro di Edizione Digitale illustrata qui di seguito vorrebbe mettere in luce le possibilità economiche e culturali insite in tale iniziativa.Il Centro di Edizione Digitale che nascerebbe in primis come supporto alla ricerca culturale porta con se tutta una serie di opportunità da non sottovalutare sia a livello locale che internazionale, come visibilità per chi lo crea e come base su cui successivamente sviluppare attività economiche e culturali che interessino tutta la regione.
In un primo momento si preparerebbe, digitalizzandolo e rendendolo liberamente disponibile sulla rete, tutto il materiale catalogato concernente l’etno-antropologia.
Questo data base dovrebbe venire implementato con materiale dello stesso tipo, già disponibile sulla rete e di pubblico dominio, riorganizzato poi per aree tematiche. A questo si dovrebbero senz’altro aggiungere tutti quei documenti disponibili presso le Università o gli enti dedicati con i quali verrebbero a crearsi vere e proprie relazioni di partenariato, promuovendo nuovamente grande visibilità per questi ultimi e per la regione stessa.
Questo data base, incentrato inizialmente sulla sola etno-antropologia locale, avrà per sua stessa natura la possibilità e la volontà di aprirsi a qualsiasi altro dominio che interessi le tematiche regionali (e non solo) organizzando per voci tematiche ogni nuova area e offrendo dunque una dinamica sempre rinnovata e sempre ampliabile a seconda del gusto e della necessità. Facile sarebbe dunque la collaborazione con altri progetti europei o extraeuropei quali ad esempio quello che interessa l’area dei Balcani, per citarne solo uno.
Estremamente importanti sono ormai le Biblioteche Digitali on line che permettono di visualizzare migliaia e migliaia di libri senza costi aggiuntivi.
Tantissime altre esperienze più piccole o locali godono comunque di una visibilità molto alta e promettono grandi novità per il futuro del libro elettronico.
L’uso di questi lettori per esempio potrebbe davvero rivoluzionare il mondo della scuola e della pubblica amministrazione facilitando le connessioni e gli scambi e garantendo sempre un libero accesso alla cultura, cosa quanto mai preziosa in una società che voglia dirsi democratica e avanzata.
Una delle finalità ultime di questo Centro di Edizione Digitale potrebbe essere la creazione di una vera e propria rete regionale (estendibile in una seconda fase a livello nazionale ed internazionale) che coinvolga capillarmente tutti.
I turisti di tutto il mondo con gli Italiani in testa, grazie alla disponibilità di questi documenti, magari riorganizzati su misura per le loro esigenze, godrebbero certamente della scoperta di luoghi considerati fino ad oggi privi di interesse, stimolando così una nuova e sana attività economica che prenda in considerazione il territorio come prima preoccupazione ed evitando le numerose aberrazioni a cui siamo ormai sfortunatamente abituati.
Questo tipo di dinamica, oltre a favorire la diffusione della conoscenza, a livello tecnico, pedagogico o ludico, favorirebbe senza dubbio una riappropriazione feconda delle tradizioni e dei valori del proprio territorio, in sintonia con le dinamiche culturali europee.
Essa potrebbe e dovrebbe inoltre tradursi nella realizzazione di numerosi Centri d’interpretazione del territorio sul modello Spagnolo o Irlandese che dimostrano di avere un notevole successo con l’uso in particolare di supporti digitali che permettano la partecipazione attiva e non più subita del visitatore al sito, oltre che uno spazio di incontro e di comunicazione diretta con i responsabili.
Questi centri prenderebbero vita in modo quasi naturale, essendo il risultato dei documenti presenti nel data base, ognuno rappresentante di una precisa area tematica da cui prelevare il materiale dandogli una forma attrattiva con le modalità e il linguaggio consoni al turismo.
In questo contesto di diffusione il materiale che si verrebbe a creare potrà essere reso disponibile gratuitamente con un alto coefficiente di visibilità culturale su scala internazionale, ma potrà altresì formare una base per nuovi contenuti da destinarsi al turismo, rendendo facile la creazione di guide digitali o multimediali da mettere in vendita a prezzi concorrenziali rispetto alle edizioni cartacee tenendo in considerazione gli sviluppi dei nuovi mezzi di diffusione di questo nuovo concetto di libro (vedi per esempio le nuove guide turistiche create per I-phone, palmari e per e-book readers).
Questi nuovi libri potrebbero essere aggiornati in permanenza e trovare una collocazione regionale e internazionale senza alcuna difficoltà.Importante in questa sede ricordare la gratuità iniziale del materiale messo in rete. La gratuità permette innanzitutto di raggiungere un pubblico altrimenti irraggiungibile, cosa che comporta l’educazione ad ampissimo raggio di una categoria di persone che potrebbe in seguito partecipare più consapevolmente alle numerose iniziative digitali e non.
La condivisione porta apertura, dialogo e ampliamento dell’orizzonte di tutti i partecipanti e questo comporta una serie di diramazioni possibili che non sono ne prevedibili ne riassumibili.

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